
Ho vissuto l’infanzia disagiata, povera ma felice degli anni cinquanta, con contadini altruisti, rispettosi, prodighi di consigli e sagge lezioni di vita. In piena adolescenza, problemi economici di famiglia, mi fanno lasciare gli studi e il sogno di diventare giornalista e scrittore, per dedicarmi a varie attività lavorative. A ventisei anni entro nel Corpo di Polizia Penitenziaria, dal quale mi congedo con il grado di Ispettore capo, e in quiescenza, ripristino poesie scritte per valvole di sfogo. Partecipo a pochi concorsi poetici e ricevo, gratificanti recensioni con pubblicazione di opere, attestati di merito e una medaglia d’onore che, mi convincono a unire alcune poesie vecchie e nuove, nel libro autobiografico Realtà Frustranti.